Ah però mentre ce ne andiamo salutandolo con la mano e lui si volta esitante per tornare in ospedale io mi trascino dietro agli altri girandomi parecchie volte per salutarlo ancora con la mano - Ad un certo punto comincio a farne un gioco prima nascondendomi dietro un angolo, poi facendo capolino e salutando ancora - Lui si nasconde dietro un cespuglio e mi risponde con la mano - Io schizzo dietro un altro cespuglio e mi sporgo appena per sbirciare - D’improvviso siamo due folli saggi senza speranza che fanno gli scemi in mezzo a un prato - Alla fine mentre cresce la distanza tra noi e lui si avvicina sempre più alla porta ci scambiamo gesti studiati e sempre più infinitesimali come quando lui oltrepassa la porta e io aspetto di vedergli sporgere un dito - Allora dal mio angolo faccio sporgere una scarpa - E lui dalla porta fa sporgere un occhio - E io dal mio angolino non faccio sporgere un bel niente ma grido “Uuhh” - E lui dalla porta non fa sporgere niente e non grida niente - Al che resto nascosto e non faccio nulla - Ma di colpo schizzo fuori allo scoperto e anche LUI schizza fuori e ci mettiamo a fare giravolte salutando con le mani per poi sparire di nuovo dietro ai nostri ripari - Poi gli faccio un bel tiro allontanandomi in fretta ma di colpo mi volto e saluto di nuovo - Lui cammina all’indietro e saluta ancora - E anch’io, più cammino all’indietro e più saluto - Alla fine ci separano più di cento metri e il gioco diventa quasi impossibile eppure in qualche modo continuiamo - Alla fine vedo un piccolo lontano malinconico cenno di saluto Zen - Salto in aria e faccio roteare entrambe le braccia - Lui fa lo stesso - Entra dentro ma subito dopo sbircia fuori, stavolta dalla finestra della corsia! - Nascosto dietro a un albero gli faccio marameo - Il gioco non finisce più in effetti - Gli altri sono già tutti in macchina e si chiedono che cosa mi stia trattenendo - Mi trattiene la certezza di sapere che George guarirà, vivrà e insegnerà la verità gioiosa, e George sa che io lo so, per questo sta al gioco, il gioco magico della libertà spensierata che poi, dico, è in sostanza il significato dello Zen
— Jack Kerouac - Big Sur
